MO 98 – Il tasto di Secchi (18.12.2004)

 

A pag. 170 del capolavoro di Gabriele BuccolaLa legge del tempo nei fenomeni del pensiero”, Milano 1883 e Bologna 1984 (ristampa anastatica per merito di Giuseppe Mucciarelli) viene fatto un confronto tra il normale tasto telegrafico, il tasto astronomico e il tasto a scatola.

Dopo aver ricordato che “tutti conoscono che cosa sia il tasto telegrafico”, che “il tasto astronomico consiste in un bottone che si tiene tra l’indice e il medio ed è premuto dal pollice” (più comunemente noto agli elettricisti come “pulsante a pera o peretta”) e che “col tasto a scatola od a libro del Secchi il circuito elettrico viene chiuso stringendo le quattro dita della mano” Buccola sostiene che “si osserva una certa differenza nei tempi di reazione, che raggiungono il minor valore quando sia adoperato l’ultimo congegno, col quale è resa più facile la contrazione muscolare. Inoltre sono relativamente più piccole anche le variazioni od errori medi”.

A parte l’enorme importanza fisiologica di queste osservazioni da questa pagina discendono due basilari considerazioni, che ci saranno utilissime nel prosieguo delle nostre indagini storico-scientifiche:

1) all’epoca di Buccola il tasto telegrafico era notissimo, come oggi, mettiamo, è il telefono;

2) il tasto telegrafico era ritenuto un “congegno”, e per l’esattezza un “congegno trasmettitore”.

L’immagine è da P. Tacchini, Sulla equazione personale, Rivista sicula di scienze, lettere ed arti, 1869.

 

Intervento di Gaeta (4.2.05):

Inserisco questa immagine dell’astronomo padre Angelo Secchi (1818-1978) (vedi anche GV 26):

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